Tra pochi giorni, grazie al Consorzio Terrecablate, Monticiano avrà la sua rete wifi gratuita, accedendo da P.zz Sant’Agostino.
Sarà possibile per residenti e turisti accedere gratuitamente e 24 ore su 24 ad informazioni utili e siti istituzionali, ma anche navigare su tutto il web per un ora al giorno, previa registrazione sulla home page del servizio.
Mi sono appena finito di vedere Report e nella seconda parte della puntata sono tirnati a parlare della (tristemente) famosa vicenda Telecom Italia e le varie intercettazioni, del Tiger Team e di Ghioni.
Anche dai commenti del post precedente poteva sembrare che io ero contro di lui o contro la sua proposta, am non è assolutamente così, anzi sapessi fare un decimo delel sue cose sarei soddisfatto, anche se non mi occupo principalmente di sicurezza.
La mia unica obiezione era sul fatto che troppa sicurezza potesse portare a delle violazioni sulla privacy, come in Cina.
Allora o qualcuno mi ha letto nel pensiero (o intercettato??
), oppure il mio quesito non era così campato in aria, inaftti come scritto direttamente sul suo sito, questa domanda gli è stata posta
D: C’è chi si preoccupa che Siena possa dotarsi di una versione nostrana di Great Firewall, come è possibile evitare che la rete diventi “troppo sicura”?
FG: La sicurezza deve proteggere tutti i cittadini naviganti e non diventare uno strumento di controllo… l’unico modo che conosco di prevenire che la sicurezza venga utilizzata male è di renderla opensource, auditabile e certificabile dalla comunità di Hacker…
Quindi questa sua risposta mi soddisfa
Parto da quanto deciso nel CdA del 23 di febbraio scorso
Cessazione dei canoni linee ISDN e dell’assistenza su
apparati obsoleti; analisi dell’infrastruttura
telefonica dell’Ateneo senese orientata al risparmio
sulle spese di fonia; progetto per l’adozione e la
diffusione di software libero all’Università di Siena.
Il Consiglio approva all’unanimità.
L’adozione del software libero nell’università è sicuramente un fatto positivo, soprattutto per quanto riguarda l’adozione del programma OpenOffice.org, giustamente un ente pubblico perchè deve pagare un’azienda per fare i propri documenti? (con ricadute necessariamente nei costi e quindi nelle tasse)
Però ho anche delle perplessità sul fatto di come siamo arrivati a questo? “Si fa e poi pensiamo come” oppure “sappiamo come e quindi si fa”?
Perchè mi vengono in mente computer in cui ci sono dei software che girano *solo* su Windows, quindi tali software verranno riscritti? Direi di no…costano soldini.
Verrà usato un emulatore? Mha direi che la cosa è un pò complessa…
Quindi forse rimarranno necessariamente macchine con Windows, ma a quel punto non essendoci più una licenza Campus che copre tutto ed ognuno si prende la licenza a parte non costa di più alla fine della fiera?
Sicuramente ci saranno ambienti dove Ubuntu + OpenOffice andranno alla grande e negli altri rimarrà Windows.
Però certo non sarebbe vero risparmio, poi immagino ci sia anche da fare una formazione diversa per helpdesk e supporto e quindi costi accessori.
Chi mi legge non mi fraintenda, io uso in azienda Linux per molte cose, ma in svariati anni ho visto che non è possibile toglierlo definitivamente dalla faccia della Terra
e la soluzione ibrida è sempre la più costosa.
Comunque c’è chi sicuramente ne sa più di me e questi conti li ha già fatti.
Io vedrei bene il pinguino in macchine per consultazioni, biblioteche, wall screen di informazioni, totem, sicuramente nel back-end e quant’altro, ma in pc “amministrativi” la vedo dura! (o forse questo non è comunque minimamente flaggato come “da fare”).
Sicuramente quello che ci voleva è che un’Università non può affidarsi completamente ad un’azienda come M$ per TUTTO, un minimo di sviluppo interno e tematiche Open Source erano necessarie da portare avanti, come in altri Atenei.
Commentante pure se volete, io ho detto la mia, alla prossima
Girovagavo per la rete in cerca di qualche notiziuola riguardante in nostro territorio ed ho trovato questo, ovvero un “canale telematico” da sfruttare con apparecchi mobile quali smartphone, palmare e perchè no umpc.
Dato che tale sito è ospitato dal Comune sembrerebbe un’iniziativa seria, ma non ne ho mai sentito parlare, pur lavorando nell’ambiente..
E’ una cosa ancora in piedi o come capita spesso già naufragata?






































